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Castelletto - Cenni storici

... qui tutto è fermo, incantato, nel mio ricordo. Anche il vento.
Quante volte, o paese mio nativo, in te venni a cercare ciò che più m'appartiene e ciò che ho perso. Quel vento antico, quelle antiche voci, e gli odori e le stagioni d'un tempo, ahimè, vissuto.

Vincenzo Cardarelli (1887 - 1959)


Castelletto A tre chilometri a Sud Ovest di Soave sulla strada che da questo paese conduce a Belfiore si stende la piccola frazione di Castelletto.

Si vuole che Castelletto tragga il suo nome da un antico castello eretto nell'alto medioevo.

Questa opinione sarebbe avvalorata da alcuni ruderi di mura e cemento durissimo rinvenuti durante i lavori campestri e che furono giudicati i fondamenti di esso.

Il paese topograficamente è diviso in due zone: l'altipiano e la valle.

L'altipiano è formato da un banco di sabbia di quasi un chilometro quadrato a 32 mt. sul livello del mare e va lentamente abbassandosi a mattino verso Villabella.

Castelletto - OffiaLa valle costituita a sera dalla bassura di Offia a 23 mt. e dalla valle del Masera a 24 mt. ricca di giacimenti d'argilla.

A tramontana si apre allo sguardo la vallata del Tramigna dominata dai castelli di Illasi e di Soave e un semircerchio di colli fertilissimi che va dal monte RotondoCastelletto - Masera alla celebre Rocca di Caldiero.

Un cimitero romano fu scoperto nell'altipiano e precisamente a nord della chiesa nel 1829.


Castelletto - Nucleo storico
Era il cimitero del pago romano si Soave il quale si estendeva dalla strada provinciale di Castelleto fino a monte Bisson e da questo fino all'attuale castello di Soave.

Fondamenta di edifici antichi con pavimenti romani a mosaico rinvenuti sul luogo provarono anni or sono l'esistenza di questa fiorente comunità romana.

Castelletto - Vista sul Monte Bisson Le prime ricerche del cimitero romano a Castelletto furono condotte da Luigi Menegazzi, farmacista di Soave, che raccolse tegole romane, lucerne, vasi di vetro, oggetti in bronzo e molte monete.

Si narra che egli abbia regalato tutto all'Accademia di Agricoltura di cui era allora segretario.

Oggi parte di questi reperti, confusi con tanti altri, sono raccolte nel museo del Teatro Romano di Verona.